Per dare sostanza visibile al progetto Tradizione Integrata Promo Tre, su un segmento di storia, srotolantesi tra i monti dell'Alto Casertano dell'Alto Matese, fino all'Alta Irpinia, i giovani del Servizio Civile Nazionale, afferenti il cuore pulsante del volontariato irpino, con Base a Mercogliano, in preparazione delle prossime basi accreditate di S. Angelo all'Esca, Luogosano e Taurasi, hanno intrapreso
Un viaggio tra fede folklore e ...cittadinanza attiva,
lungo la porzione di “Regio Tratturo” lambito dalla valle del fiume Calore, prendendo come riferimento i luoghi delle proprie origini, con particolare attenzione a S. Angelo all'Esca, dove e' in allestimento, l'entrata in funzione della base omonima di cui sopra. Si e' preso a campione la festa di S. Michele
La presenza di noi volontari del Servizio Civile alla festa del S.Patrono Michele Arcangelo, nel paese di Sant'Angelo all'Esca AV, vuole essere una testimonianza di come le varie realtà di un territorio, possano interagire fra di loro per creare momenti di aggregazione e sinergia.
Infatti richiesti dalle autorità civili e religiose, noi volontarie del servizio civile progetto Tradizione Integrata Promo Tre, unitamente al Promo Due terza annualità, siamo stati al centro della manifestazione partecipando alla giornata in onore del SantoPatrono, insieme alle autorità locali.
Si e' svolta la funzione religiosa, durante la quale abbiamo coinvolto bambini e adulti, mentre i vigili, coadiuvati dai volontari in servizio, hanno monitorato tutta la processione, che si e' svolta composta e ordinata, per le vie del paese, dando esempio di cittadinanza attiva e responsabile.
La nostra presenza ha dato un valore aggiunto alla festa, in quanto i nostri progetti di servizio civile hanno, come primario obiettivo, la valorizzazione del territorio, del folklore, delle tradizioni religiose e popolari dei territori rurali, alla riscoperta delle radici cristiane.
La festa patronale di S.Michele è stata una occasione per presentarci ufficialmente al territorio. Il nostro gruppo è composto, da volontari provenienti dai paesi di Sant' Angelo all'Esca, di Luogosano e di Taurasi, paese distanti pochissimi chilomenti, territori prettamente agricoli, simili per tradizioni, ideologie e affinità parentali.
Come tradizione vuole, il sindaco del paese di Sant'angelo all'Esca invita, alla festa del S.Patrono, che si svolge regolarmente due volte all'anno, come gesto di fraterna amicizia, i sindaci dei territori vicini, quali Fontanarosa, Lapio, Paternopoli, Gesualdo, nonché gli amici di Luogosano e Taurasi.
Alcuni dei sindaci su menzionati, già ci conoscevano, in quanto originari di quei comuni da loro rappresentati, altri invece, hanno avuto modo di apprezzare il nostro impegno di cittadinanza attiva e responsabile a beneficio dell'intero territorio.
La giornata è stata estenuante, ricca di soddisfazioni, e la presenza di noi volontari del servizio civile non è passata inosservata.
Abbiamo voluto anche lasciare un segno di partecipazione agli ospiti, con lavoro di artigianato effettuato da noi stessi, mentre ai bambini sono state distribuite gratuitamente tante allegre patatine.
Dopo la cronaca delle giornata vissuta così all'insegna della cittadinanza attiva,vogliamo anche darvi alcuni cenni sulla storia e tradizioni di San Michele di Sant'Angelo all'Esca .
S. Michele è il Santo patrono di S. Angelo all'Esca e ci sono varie leggende che narrano la sua apparizione su questa piccola collina. Una di queste narra che S. Michele sia accorso in aiuto al capitano dell'esercito del nostro paese, sconfiggendo un popolo nemico, offuscando gli occhi dei soldati con gli insetti. Difatti c'è pure una canzone che descrive la storia. Canzone che durante la novena e durante la santa messa nel giorno di S. Michele viene cantata da tutti: anziani, bambini, giovani e forestieri.
Nel giorno di S. Michele si recano nel nostro paese tanti forestieri devoti, che aspettano con ansia l'uscita di quest'ultimo, dalla chiesa, per onorarlo in processione. Molte persone nel vederlo così bello e immerso nell'oro donatogli per devozione, si commuovono. Dopo la processione ognuno si ritrova nelle proprie case, chi con i parenti chi con gli amici a degustare le pietanze di pesce cucinate per tradizione. Infatti nel giorno di S. Michele a S. Angelo all’Esca, tutti i fedeli, per costume consolidato, non mangiano carne, uova, latte e suoi derivati.
Quasi tutti preparano gli spaghetti con la sepia ripiena, nonche' i peperoni imbottiti di pane e alici. La sera si festeggia tutti in piazza, allietati dalla banda musicale che, di giorno, ci accompagna in processione. La gente passeggia tra le bancarelle e chiacchiera di qua e di là. Intorno alla mezzanotte le persone si recano in via “Belvedere” che noi santangiolesi chiamiamo “Coste”, per assistere ai fuochi d' artificio che concludono così la giornata
La festa del Patrono S.Michele, in Sant'angelo all'Esca, si svolge secondo dei canoni, dal sapore antico, in quanto è un festa vissuta prettamente nel suo significato religioso, con il il momento folkloristico legato allo stare insieme, con amici e parenti che, per l'occasione, rientrano dall'estero.
Le tavole imbandite di pietanze tipiche, si gustano solo per quella santa occasione, durante la quale le massaie, per diversi giorni, preparano quantità abbondanti, per esercitare l'accoglienza come tradizione che si perde, a ritroso, nella notte dei tempi.
C'e' sempre qualche amico o forestiero che, arrivando all'ultimo momento, sollecita l'ospitalita' della gente. E' gente che vive la realta' paesana e genuina, rimasta incontaminata sin dai tempi del “regio tratturo”, sulla Via delle Puglie, individuata dagli studi storici come segmento della Via Franchigena che, dalla Cornovaglia, in Gran Bretagna, si snoda fino a Gerusalemme, passando per Roma “caput mundi” ed arrivando a Brindisi, punto d'imbarco di tutti i tempi, per le rotte del mediterraneo, conducenti tutte a Gerusalemme, al Santo Sepolcro.
Cola', con la Resurrezione dai Morti del Nazareno, al terzo giorno di sepoltura, avvenne lo sforzo piu' grande dopo quello della creazione.
Religiosità, folklore e accoglienza, trovano ancora un posto importante nella scala dei valori, si fondono tra loro, quasi a personificare in modo figurato la gerarchia dei valori che, danno forma all'idea, l'armonia e alla parola.
L'idea, l'armonia, la parola, diventano una cosa sola peronificando in un unico raggruppamento, un insieme, di prerogative e di funzioni, capaci di giustificare ogni cosa, all'altezza di ingegnerizzare la macchina dello sbocco occupazionale, afferente le radici cristiane dell' Antichissima Europa.
Come espressione visibile della religiosita' popolare, la cultura costruisce lo speciale anello di raccordo da fare esistere. La cultura genera il turismo rurale, innestato nelle radici della storia.
La cultura, sviluppata nella fatica cristiana di conservare nel tempo le proprie tradizioni, si fonde nell'essenza di usi, costumi e consuetudini, da tramandare intatte ai posteri:
I posteri percepiscono di conseguenza, la cultura, come fattore sconosciuto di crescita dello sbocco occupazionale, generatore di sviluppo sostenibile, antidoto all'emigrazione, forzata dalla necessita' di sopravvivenza, motore di crescita della mente sana in corpo sano, per tutti i tempi e per tutte le etnie, ad ogni latitudine.
I volontai del progetto Tradizione Integrata “Promo Tre”
Di Stasio Luigia
Maffeo Felicetta
Palermo Adelina
Gravallese Antonio
Le volontarie terza annualita' del progetto “Promozione Giovani Promo Due”
Melkionda Katia
Spera Elisa
Coordinamento: progetto animazione culturale, Supervisione. Serie Promo
Avellino 5 Luglio 2007